sabato 1 dicembre 2007

regole del go

Le regole del go

Le regole del Go sono semplici ed eleganti. Possono essere riassunte come segue:
due giocatori, "Nero" e "Bianco", giocano su un goban disponendo di un numero illimitato di pietre del proprio colore.
Inizialmente tutte le intersezioni sono vuote (o libere) ovvero il "campo di gioco" all'inizio non contiene alcuna pedina.
I due giocatori si alternano. Comincia Nero.
Ogni giocatore può posare la propria pietra su una intersezione libera.
Le pietre dello stesso colore che si trovano su intersezioni adiacenti (in senso verticale o orizzontale, ma non in diagonale) si dicono collegate.
Due o più pietre tra di loro, direttamente o indirettamente, collegate formano un gruppo. Anche una pietra isolata può essere considerata un gruppo (il più piccolo dei gruppi, evidentemente).
Ciascun gruppo di pietre ha un certo numero di intersezioni libere attorno a sé, prendendo in considerazione solo quelle collegabili in senso orizzontale o verticale, non in diagonale. Il numero di intersezioni libere sono dette libertà del gruppo.
Sul goban non possono esistere gruppi senza libertà. Se l'ultima libertà è stata tolta dall'avversario, allora le pietre di tutto il gruppo vengono allontanate dal goban in quanto il gruppo viene catturato (o ucciso).
In seguito alla cattura di pietre o gruppi, non è lecito ricreare sul goban una situazione precedente (regola del ko)
Quando un giocatore passa la mano senza giocare, l'altro può continuare a giocare
Quando entrambi i giocatori passano la partita si considera conclusa.
A partita conclusa
Si determina l'appartenenza dei territori
Un territorio appartiene ad un giocatore se si ritiene di comune accordo che l'avversario non riuscirebbe a giocarci dentro senza essere ucciso. Nel caso di disaccordo ciascuno giocatore può mostrare all'altro l'appartenenza riprendendo la partita per tale scopo.
Si contano i punti di ciascun giocatore.
Prima di fare ciò si mettono nel territorio dell'avversario tutte le pietre che gli sono state catturate. Le pietre dell'avversario intrappolate nel proprio territorio vengono tolte e anch'esse messe nel territorio dell'avversario.
Per ciascun giocatore si contano le intersezioni libere rimaste nei propri territori.
Vince chi ha un maggior numero di intersezioni libere. Ciò che conta realmente non è il numero di intersezioni libere, ma la differenza tra le intersezioni libere dei due giocatori
A livello pratico ci sono delle leggere varianti alle suddette regole che però non ne cambiano il contenuto.
La principale di queste varianti consiste nel gioco con handicap per equilibrare la disparità di livello dei due giocatori

la storia del go

La storia del go

In molte culture dell'Estremo Oriente, il Go era considerato una delle arti in cui una persona di alto livello culturale doveva essere versata. Questo pannello mostra dei cinesi dell'epoca della dinastia Ming che giocano a Go (XVI secolo)
Le origini del gioco, sicuramente antiche, sono sconosciute. L'affermazione che fosse giocato già 4000 anni fa è una leggenda cinese molto posteriore che vuole che il mitico imperatore Yao (尧) lo avesse inventato per il figlio ritardato Danzhu (丹朱), ma i primi certi riferimenti al gioco risalgono al periodo degli Stati Combattenti.
Probabilmente deriva da rituali sciamanici (la simbologia celeste del gioco è evidente) della Cultura del Fiume Giallo, e si è andato diffondendo in seguito come gioco. Il più antico riferimento al Go è stato rinvenuto in Cina e data al VI secolo a.C.. A parte la dimensione del goban e delle posizioni di partenza, sono state mantenute nei secoli le regole, cosicché può essere considerato il gioco più antico giocato ai giorni nostri. Il primo trattato completo sul Go fu scritto tra il 1049 e il 1054 col titolo di 棋经十三篇 (Qijing Shisanpian, "Classico del Weiqi in tredici capitoli").
Si diffuse in Giappone nel VII secolo dopo Cristo, importato dalla Cina dei Tang dal ministro Kibi e diventando popolare alla corte imperiale nel secolo successivo. A partire dal XIII secolo si diffuse in Giappone tra il vasto pubblico, diventando il gioco nazionale.
Agli inizi del XVII secolo uno dei migliori giocatori giapponesi, Honinbo Sansa, venne messo a capo della neofondata accademia del Go (la scuola di Honinbo), la prima di diverse scuole in competizione tra di loro, fondate nello stesso periodo. In tale scuola venne migliorato notevolmente il livello del gioco e venne introdotto un sistema di classificazione dei giocatori basato sul sistema praticato nelle arti marziali. L'accademia chiuse nel 1868.
In onore alla scuola di Honinbo, i cui giocatori hanno dominato sui giocatori provenienti dalle altre scuole, uno dei più noti campionati giapponesi di Go viene chiamato torneo di "Honinbo".
Storicamente c'è stata una diffusione molto differenziata tra i sessi. La creazione di nuovi tornei aperti a uomini e donne e la crescita delle principali giocatrici (la più nota è Rui Naiwei) hanno recentemente affermato la forza e la competività delle giocatrici emergenti.